E-learning, tutte rose e fiori?

L’adozione di nuove tecnologie scatena sempre i soliti cori di chi, per diversi motivi, è favorevole o contrario all’utilizzo delle stesse. Una che va molto di moda negli ultimi tempi è quella che consente alle aziende e/o alle scuole pubbliche o private di tenere dei corsi senza dover scomodare i frequentatori dalla propria abituale sede di lavoro.

Questa particolare pratica prende il nome di E-Learning ed uno dei principali software adottati è Moodle (http://moodle.org), rilasciato, tra l’altro, sotto licenza GPL e quindi modificabile a seconda delle proprie esigenze. Tramite l’e-learning, è possibile tenere dei corsi sfruttando le potenzialità offerte da una rete di calcolatori. In questo modo un azienda che, ad esempio, deve far svolgere ai propri dipendenti un corso di aggiornamento ha la possibilità di risparmiare qualche migliaio di euro che, diversamente, se ne sarebbero andati per le spese di viaggio, vitto ed alloggio dei propri dipendenti. Probabilmente proprio questo è il principale motivo che sta spingendo diverse aziende, sia pubbliche che private, ad intraprendere questa strada perché l’e-learning prevede che le lezioni possono essere somministrate on-line, quindi il dipendente che deve svolgere il corso si può collegare da un qualsiasi computer connesso alla rete ed avere, così, accesso ad un’area a lui dedicata dove poter svolgere le lezioni del caso.

Molti dirigenti, forse anche per far vedere di stare al passo con i tempi, attirati dall’economicità di questa soluzione, stanno optando per l’ e-learning che, tra l’altro, è anche un termine che suona bene, va di moda e li fa sentire internazionali.

Spero che chi ha deciso di affidarsi completamente all’ e-learning abbia avuto almeno il buon senso di fare prima una sperimentazione per vedere:

  1. se è efficace
  2. se porta i risultati sperati
  3. se è adeguato al contesto in cui si va ad operare

La mia personale opinione in merito a questa faccenda è che l’e-learning è utile in quei contesti in cui sia necessario fare dei corsi di aggiornamento ai propri dipendenti perché si ha a che fare con persone che operano già nel settore oggetto del corso, ma che hanno bisogno di tenersi aggiornati a seguito delle novità che hanno interessato il proprio settore di competenza. Ovviamente il corso risulterà utile se aiuterà l’allievo a ragionare sulle tematiche trattate attraverso degli esempi chiari ed efficaci. Credo invece che l’e-learning non sia utile in quei contesti in cui bisogna riqualificare il proprio personale somministrandogli dei contenuti completamente nuovi . In questo caso è indispensabile, a mio avviso, il supporto di un istruttore/insegnante che sia in grado di far comprendere agli allievi quei concetti che, altrimenti, sarebbero difficili da comprendere se esposti come semplici teoremi e/o definizioni. Ho sempre ritenuto inutili quei metodi di insegnamento basati sulla semplice somministrazione di nozioni e contenuti non accompagnati da esempi pratici e difficili da dimenticare. Ricordo di aver frequentato un corso di misure elettriche e ancora oggi non ho nessuna difficoltà a ricordare la differenza che c’è tra la “precisione” e “l’accuratezza” di uno strumento di misura, proprio grazie all’esempio pratico che l’istruttore fece per far comprendere quel concetto ai frequentatori. L’esempio fatto in quell’occasione è valso più di qualsiasi definizione e difficilmente lo dimenticherò. In conclusione credo che lo strumento dell’ e-leraning sia molto utile ma non è assolutamente da considerarsi la soluzione finale nel settore dell’insegnamento. Chi fa questa cosa commette, a mio avviso, un grave errore di valutazione e soprattutto di presunzione.